DPCM: cosa dice in merito alla musica?

Tanto si è discusso sulle restrizioni riguardo a spostamenti, cene e feste nel periodo di Natale, ma il decreto del presidente del consiglio dei ministri, composto da ben 14 articoli e 25 allegati, parla di molto, molto altro! Anziché una ricerca scientifica, oggi proponiamo una “ricerca giuridica” sugli aspetti del DPCM 3/12/2020 che riguardano la musica, con particolare attenzione al canto.

Gli elementi pertinenti sono l’Art. 1, l’Allegato 1 e l’Allegato 9. Il primo, al comma 10 lettera m, specifica che:

sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi, anche all’aperto;

un testo chiaro, senza spazio per interpretazioni: non è possibile suonare, cantare o esibirsi davanti a un pubblico. Questo si applica anche ai concerti di Natale, e alla chiarastella. La ratio legis non è la sospensione di eventi specifici, piuttosto dell’intero settore dello spettacolo, e la motivazione va ricercata nelle analisi del Comitato Tecnico Scientifico, il quale non è in grado di identificare le misure precauzionali sufficienti a garantire la sicurezza. Coerentemente, l’Allegato 1 specifica, al comma 3.2, come comportarsi durante le celebrazioni religiose (protocollo redatto con la CEI):

Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro

chiaramente, gli stessi rischi legati alla musica durante uno spettacolo si manifestano durante la liturgia. Il testo dell’allegato utilizza il termine generico “coro”, anziché “schola”, a indicare come la restrizione si estenda anche al coro dell’assemblea. Il comma 3.6, peraltro, caldeggia la rimozione dei sussidi per i canti. Non è chiaro se l’ambito di competenza sia esteso anche al cantor singolo.

Cosa ne è, invece, del consueto orario di prove? Per le formazioni costituite come associazioni, i riferimenti sono l’Art. 1, comma 10 lettera f e l’Allegato 9, scheda “Circoli culturali e ricreativi”. Il primo riporta che:

sono sospese le attività di […] centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Il secondo, da leggere nella sua interezza, offre indicazioni pratiche su come gestire le attività; un punto in particolare:

Riorganizzare gli spazi, i percorsi e il programma di attività in modo da assicurare il mantenimento della distanza personale di almeno 1 metro [e di tutte le altre misure preventive, NdR]

due punti apparentemente discordanti, il primo che sembra sancire la sospensione delle attività, il secondo che ne incentiva la prosecuzione. L’interpretazione che proponiamo, motivata dalle analogie col resto del decreto, è che l’Art. 1 sospenda le attività “usuali” delle associazioni, in quanto generalmente a rischio, ma consenta e favorisca la prosecuzione di attività alternative. Concretamente, le formazioni musicali non potranno “provare” come hanno sempre fatto, ma potranno utilizzare il tempo delle riunioni settimanali per altre attività (qualche consiglio arriverà nel prossimo post!).

Per le scuole, infine, l’Art. 1, comma 10 lettera s, prescrive:

le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili […] in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite ricorso alla didattica digitale integrata […]

a parte la grammatica (“il 100 per cento” è un soggetto singolare, il verbo corretto è dunque “sia svolto” anziché “siano svolte”!) l’istruzione musicale prosegue, purché a distanza. Non sarà materialmente possibile fare musica d’insieme, ma lezioni teoriche o individuali per via telematica potranno continuare.

Le restrizioni sono tante, ma motivate. Ci auguriamo che il CTS identifichi presto quali siano le misure di sicurezza minime per poter tornare a esibirci (magari studiando i risultati della ricerca scientifica di cui abbiamo parlato nei precedenti post?).

Pubblicato il 06/12/2020, 11:37