Il canto non deve sparire: una ricerca Svedese

Il canto corale non deve sparire” spiega Jakob Löndahl, professore associato dell’università Svedese di Lund, “poiché può essere eseguito con misure di sicurezza appropriate per la prevenzione dei contagi”. Löndahl ha condotto uno studio sugli aerosol prodotti durante la pratica del canto, confrontando le particelle emesse da cantanti sia professionisti che amatoriali. Il risultato? Le particelle più grandi sono emesse intonando consonanti a volume sostenuto, e precipitano immediatamente entro pochi centimetri dall’esecutore. Le vocali producono invece particelle particelle più piccole, in grado di restare sospese al più qualche minuto.

La scoperta più interessante riguarda gli esperimenti effettuati sui cantanti affetti da covid-19, per i quali “nei campioni di aria non sono state rilevate tracce del virus”, conferma Malin Alsved, dottorando coautore dello studio.

I risultati diventano ancora più incoraggianti quando, ai cantori, viene chiesto di indossare mascherine, riducendo drasticamente la quantità di droplet emessa.

Lo studio è stato pubblicato in Exhaled respiratory particles during singing and talking, Aerosol Science and Technology, 2020.

Pubblicato il 02/12/2020, 16:51